E’ la giovane cantautrice fiorentina Chiara White che si aggiudica la vittoria, con ampio margine, del Premio Zonta 2018 per la Canzone d’Autrice.

Chiara, giovane fiorentina dalla vita dinamica, frenetica e talvoltaavventurosa, è musicista e scienziata: “di giorno” Chiara Cavallina, geologa e ricercatrice; “di notte” Chiara White (dal cognome della madre, di origine inglese), cantautrice e artista a tutto tondo, da sempre alla ricerca di progetti artistici a cui dare vita.

Spesso in viaggio per il mondo, è proprio di questa (doppia) vita che si nutre la sua scrittura.

Nella primavera del 2017 registra al Plastic Sun studio di Guido Melis (Diaframma, Finister) il suo primo album, dal titolo “Biancoinascoltato”, uscito il 15 dicembre 2017 per l’etichetta Suburban Sky-Audioglobe.

Biancoinascoltato è una parola, anzi due, legate indissolubilmente, grazie a un’intuizione respirata nell’aria di Praga, forse bisbigliate all’orecchio dallo stesso Genius Loci della città. É la purezza, l’essenza, la bellezza, il “silenzioso manto che vorrei bianco” (Praga), che l’artista scorge dietro il velo dell’apparenza e tenta di portare alla luce, dargli forma, e farnedono a chiunque lo voglia ricevere.

La scrittura di Chiara White è quasi sempre spontanea, di getto, ispirata dall’alto o scavata nell’intimo… che poi in fondo è la stessa cosa. Attraverso testi poetici ed evocativi, melodie intense e una costante ricerca vocale, Chiara riscrive il suo vissuto, per andare oltre e portare con sé chiunque voglia seguirla nel suo viaggio.

Ed il viaggioè appunto uno dei temi centrali dell’album, uno dei fili con cui Penny tesse la sua tela. Ci sono viaggi orizzontali, nello spazio (Praga, Sönghellir), ma anche viaggi verticali, nell’intimo e nei ricordi (Quando rivedrai il mare, Chiedimi ancora). A fare da cornice:Itaca, in apertura, in cui il viaggio è fuga da sestessi e dalle proprie radici(“non hai solo strade da camminare […] e ricordi da macinare col sale, hai anche mani da toccare, foglie da raccontare…”)e Nostos, a chiusura del cerchio, in cui il viaggio diventa ritorno, arricchimento e condivisione (“e tessere una vita con sei corde, portarmi le mie strade sempre addosso, racchiudere momenti anche se non vissuti ancora per dedicarli a te”).

Nel disco, preceduto dall’uscita del videoclip del singolo “Praga”, per la regia di Gianmarco D’Agostino (https://www.youtube.com/watch?v=m1nabWpwE3Y), oltre a Chiara (voce e chitarra acustica), suonano Alessandro Alajmo alla chitarra elettrica e Giulia Nuti alla viola (già insieme anche negli Underfloor), coi quali Chiara si esibisce dal vivo in trio già dal 2013. A completare l’organico: Guido Melis, al basso, Tommaso Giuliani (Handshake, Marasma), alla batteria e Simone Milli (Time Escape, Rick Hutton, Enrico Ruggeri) al piano e alle tastiere. Ma numerosi gli ospiti sia italiani che internazionali: la Fabrizio Berti Jug Band, Kenny White, Francesco Vella, Petru Gabriel Horvath, Marco Monelli (anche illustratore del booklet).

Chiara White, nata a Firenze, dopo gli studi classici, dei quali si sente l’eco nella scrittura, si è laureata in Studi Interculturali ein Scienze della Terra. A fianco della ricerca scientifica ed accademica Chiara porta avanti la sua ricerca personale e artistica, un “cervello che non fugge”, ma che anzi è sempre attivissimo sul territorio. Oltre ad essere cantautrice,Chiara è attrice nella compagnia di teatro Gli Stranitipi, poetessa (nel novembre del 2011 ha pubblicato “il cavaliere della solitudine” con la casa editrice Albatros-Il filo), docente di canto nell’associazione fiorentina NuoveNote e organizzatrice di eventi artistico-musicali.

Dicono di lei:

“Una chitarra, la poesia di un viaggio, il bianco della neve, del candore, dell’anima” Il Popolo del Blues

“Nove canzoni confezionate con molta cura, con begli arrangiamenti spesso per nulla scontati, che con delicatezza ci accompagnano in questo viaggio autobiografico in cui in fondo possiamo tutti specchiarci” L’Isola della musica italiana

non posso tenere in camera un uragano; Biancoinascoltato è esploso e non può più restare muto.” Music Coast to Coast

“E’ un delicato affresco dalle melodie folk rock dalla dimensione cantautorale. Quando la bravura si percepisce anche in un ambito del tutto classico” Blow Up

“Una scrittura di getto e profonda che scava nell’animo” Switch Magazine

“Sensazioni lineari e verticali, narrate ispirandosi ad un cantautorato italiano, ma con approccio e ispirazioni diverse, e sostenuta da arrangiamenti ricchi e suonati con gusto, incorniciando il tutto in una cartolina.” Off Topic

“Le melodie, i testi, i temi … rivelano un’attenzione particolare, una cura dei dettagli non molto frequente nei dischi più popolari” Rockit

“Non c’è tregua per i nostri sensi e il susseguirsi dei brani ci spingono da un polo all’altro della nostra anima.” Extra! Music Magazine

“Una sorta di Penelope in fuga, sedotta da paesaggi sommersi” Internazionale

 

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