30 maggio

Beatrice Antolini

Beatrice Antolini trascorre gli anni giovanili a Macerata. La sua missione prende avvio dall’infanzia quando inizia a suonare il pianoforte all’età di tre anni. Si iscrive al conservatorio e partecipa a concorsi internazionali di musica classica ma nel contempo ama suonare il basso e la batteria in gruppi rock locali ed inizia a sperimentare con qualunque cosa possa emettere un suono. Nel 2001 Beatrice compone musiche per pièces teatrali grazie alla collaborazione con la compagnia Teatro Colli di Bologna alla cui scuola si diploma come attrice. Nel frattempo frequenta l’accademia belle arti di Bologna dove frequenta un corso di laurea quinquennale in progettazione artistica che finirà nel 2005. Nel 2002 decide di registrare un gruppo di canzoni che costituiranno la base di ”BIG SALOON”, il primo album pubblicato nel 2006 dall’etichetta Madcap Collective, e la reazione del pubblico e della critica non si fa attendere individuando in quest’opera uno stupefacente  fantasmagorico inizio. Con Big Saloon ristampato e distribuito da Pippola/Audioglobe, Beatrice e la sua band iniziano un lungo tour che li afferma come una delle più eccitanti esperienze live italiane. Sull’onda dell’album e del tour arrivano anche le prime collaborazioni : con Marco Fasolo dei Jennifer Gentle e poi nel 2007 come ospite agli album dei Baustelle e di Bugo. Nell’ottobre del 2008 esce il secondo album ”A DUE” pubblicato su etichetta Urtovox, un lavoro caleidoscopico: psichedelia, movenze proto-punk, canzone d’autore e sperimentazione che le vale il tributo unanime della critica, con esposizioni di prestigio sulla stampa specializzata e articoli a piena pagina sui quotidiani. La sua fittissima attività live, sospinta dall’eco che si reverbera nel web, la consacra come una una musicista dal talento multiforme ed unico nel panorama musicale italiano. Conseguente il suo coinvolgimento con il brano “Venetian Hautboy” nella compilation “Il Paese è Reale”, progetto veicolatore dell’omonimo brano degli ”Afterhours”. Venetian Hautboy entra nella programmazione di Radio Rai 1, e porta Beatrice sul palco del 1° Maggio in piazza San Giovanni a Roma. Il 2009 la vede in scena per importanti rassegne e prestigiosi festival : il Moog Fest Europe di Roma (interamente dedicato a Bob Moog, uno dei padri della musica elettronica e creatore dell’omonimo sintetizzatore), Italia Wave allo stadio di Livorno, il Festival delle Passioni di Mantova , Musicultura di Macerata ,e Pianohour organizzato da Musicus Concentus alla Sala Vanni di Firenze. A suggello arriva il premio PIMI come miglior artista solista del 2009, che le verrà assegnato il 27 novembre 2009 a Faenza in occasione dell’annuale meeting e l’invito da parte di Sonicvisions a partecipare ad un’importante serata live presso la prestigiosa RockHal Lussemburghese come rappresentante della nuova musica italiana. Dopo tali soddisfacenti risultati Beatrice mette un stop alla sua attività live per iniziare a formalizzare le bozze delle nuove composizioni che formeranno la track list del nuovo disco, ma nel frattempo instaura un rapporto di amicizia e collaborazione con i compagni di etichetta ”A Toys Orchestra” ed accetta la proposta di accompagnarli in tour
in qualità di ospite e musicista suonando sinth, basso e sax. A più di due anni dal precedente album esce ”BIOY” (Urtovox 2011) e Beatrice riparte, com’é nel suo stile, avventurandosi nella produzione ancora una volta interamente da sola, suonando e registrando di getto tutti gli strumenti, come un fiume in piena. Un album fortemente connotato dal groove e dal senso ritmico tipico dello stile compositivo di Beatrice, ma anche dai guizzi vertiginosi del suo pop mutante e da episodi di intenso ed incantato lirismo. Il disco vede la collaborazione di Andy dei Bluvertigo al sax in due brani ” We’re Gonna Live” e ”Eastern Sun”. BioY è un disco che ammalia, che ipnotizza, uno scatto verso la legittimazione come artista a tutto tondo, un punto d’arrivo, uno dei tanti possibili per Beatrice. Nel corso del 2011 Beatrice viene notata tramite un incontro casuale a Cagliari che e vede sullo stesso palco (idea che è venuta al promoter della manifestazione) dalla grande Lydia Lunch (storica esponente della no-wave newyorkese) che le propone di accompagnarla nel neonato progetto live ”Sister Assasin” in compagnia della talentuosa sassofonista californiana Jessie Evans. Sempre nel corso del 2011 inizia un nuovo tour con gli A Toys Orchestra in qualità di percussionista/bassista /tastierista. Nel settembre 2012 suona la chitarra per il compositore australiano Ben Frost nel ”music for six guitars” all’interno della rassegna di musica contemporanea MITO organizzata nella stazione centrale di Milano. Nel 2013 esce Vivid per la neonata etichetta/factory Quibaseluna. Nel 2014 entra a far parte del collettivo del ”la Tempesta dischi” presentando un ep ”Beatitude” che uscirà l’11 novembre 2014.

30 maggio notte Indie Rock - BEATRICE ANTOLINI

30 maggio notte Indie Rock – BEATRICE ANTOLINI

I’M NOT A BLONDE

sono Chiara “Oakland ” Castello e Camilla Matley. Polistrumentiste e compositrici pubblicano a fine settembre 2014 “EP01”, primo di 3 EP a scadenza trimestrale contenenti 3 brani ciascuno, ironicamente chiamati 3P. Da ottobre ad oggi hanno suonato in diverse città italiane, tra cui in apertura di Merchandise (4AD) al Biko, Summer Hearth alla Salumeria della Musica, e Olivia Louvel al Cassero a Bologna.Il video live tratto da uno di questi eventi è stato trasmetto in anteprima sulla web tv Condè Nast Live. Il 14 Gennaio hanno suonato durante la sfilata di Andrea Incontri per Pitti Uomo 87 a Firenze. EP02 è uscito il 10 Febbraio 2015. EP01 è davvero un piacevole biglietto da visita […] L’ascolto delle 3 tracce contenute sull’EP passa in un soffio e lascia decisamente la voglia di poter assaggiare qualcosa in più delle ragazze”Troublezine“Melodie di qualità e capaci di catturare immediatamente l’ascoltatore, un suono con la giusta freschezza e con un gran tiro, una buona varietà tra una canzone e le altre”OndaRock “L’esordio di un duo italianissimo (di Milano) che si è fatto notare da subito per l’intensità e la carica che riesce ad infondere nell’ascoltatore” Oca Nera Rock. Le canzoni sono di matrice electro-pop, con influenze che partono dalla musica british anni 80, nelle ritmiche plastiche delle batterie, nei bassi e nei sinth. I riff di chitarra e la timbrica vocale spostano il sound verso il rock e gli anni 90, si possono sentire i Moloko in qualche istante per poi passare subito oltre fino ad arrivare ai Tune Yards di oggi. Caratteristico è l’approccio della voce: ludico e sperimentale nel gioco di trasformarsi in altri strumenti, un basso, una percussione, dei fiati, o in altri cantanti con coretti e vocine strane. Il loop, come cellula base catturata e ripetuta, è presente sia nella forma di scrittura che nel live dove diventa struttura fondante della performance. Gli strumenti, posti su un tavolo centrale, sono suonati, registrati e rimandati. I brani sono costruiti così, con strutture semplici che si sovrappongono in un crescendo di strati e di suoni.

 imnotablonde

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Ascolta EP01  https://soundcloud.com/im-not-a-blonde/sets/ep-01

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Simona Norato

Ho cominciato a scrivere canzoni nel 2000. Ai tempi studiavo medicina -di giorno- e suonavo cover collezionate nei bidoni degli anni novanta -di notte-. Era lussurioso, si suonava senza forma e senza vergogna. Poi con i F-male Croix (Salvo Fiorenza e Ottaviano Passannanti, con cui ho raggiunto lo svezzamento dal 2000 al 2006) ho deciso di mentire sul modulo d’iscrizione alle selezioni di Arezzo Wave Love Festival 2001 scivendo che il progetto esisteva da due anni. In realtà suonavamo insieme da qualche mese. Non so, mi vergognavo.E nonostante un tale Fiz scrisse in una recensione che ci avrebbe preferito estinti, fummo scelti noi come rappresentanti per la Sicilia (migliori dieci gruppi emergenti Italiani). Il primo ep nel 2002 è “Bambolina”, prodotto (da un medico radiologo inspiegabilmente invaghita del progetto) al Jungle Sound Station di Milano con la supervisione artistica di Fabrizio Rioda (Ritmo Tribale). La cosa più bella, per registrare Bambolina, fu raggiungere Milano da Palermo in camper. L’ho pure guidato e c’era la cucina, un sogno. Avevo preso con la forza il letto sopra la cabina di guida, lo cedevo solo in cambio di ricompense molto euforizzanti. Le uniche soste erano per espletare funzioni vitali: cucinare, dormire, suonare. Nel 2003 la vittoria del Sonica Fest ci regala una raccolta di sei brani prodotta da Musica&Suoni, registrata con la collaborazione tecnica di Tony Carbone (De Novo). Dopo due anni di contest e concerti (I-TIM tour in piazza Duomo a Milano, Olimpiadi Torino in Tour, Giffoni Film Festival) nel 2006 ho collaborato con Camion Records Roma vincendo (con il brano “Cuore lento” di S. Norato – L. Nesti) il titolo di Migliore Canzone del Contro-festival di Sanremo sul web (mulotv). Grazie ai F-male ho conosciuto un maestro, Agostino Tilotta (Uzeda), che produsse un nostro brano a Catania nel 2004. Il mio brano era brutto, Agostino era straordinario. Mi raccontarono che quando siamo andati via dallo studio lui, il principe del noise, si mise a suonare una composizione molto malinconica su una chitarra classica. Non aveva mai suonato durante le riprese. Tanti concerti con i F-male Croix. Nel 2007 un vecchio amico lupo di mare, Alessandro Mancuso, mi trascina nel main stream più trash (e di conseguenza più visibile) del momento (“Apocalipse Show” di G. Funari – RAI 1; “Stella” di M. Costanzo – SKY 109). Ricordo soprattutto la perfetta aderenza del completo grigio alle rotondità di Costanzo, quasi glielo avessero stirato addosso. Mancuso fu il primo a farci entrare in Rai, al Saxa Rubra dei sobborghi romani. Registrammo un live per Demo Rai di Marengo e Pergolani. Nel 2008 ho cominciato ad avere strane allucinazioni -in musica e parole- col più giovane dei miei maestri, Antonio Di Martino. L’efficacia della sua scrittura, il contrasto fortissimo tra la poesia delle melodie e il suo sporco suonare mi catturò fino alla devozione. E come succede quando vuoi compiacere un modello, mi venne voglia di suonare ogni oggetto vibrante che si trovasse nella stanza, mi venne voglia di percuotere un pianoforte molto malinconico. Per sublimare le canzoni di Antonio mi sono fatta uomo. Insieme, in quell’anno, abbiamo scritto un progetto musicale pornograficamente nostalgico: Miss Mousse, un esperimento mirato ad immergere le favole tradizionali nel cinismo contemporaneo. Completò la trinità un batterista geniale e, di conseguenza, melanconico: Carmelo Graceffa. I personaggi delle fiabe, attraverso le nostre penne, poterono finalmente ribellarsi alle loro storie. Raccontammo le parti più censurate della loro personalità per liberare la nostra dai tabù con cui ci avevano cresciuti nella provincia denuclearizzata. Miss Mousse ha assunto presto le sembianze di un vero laboratorio intorno a cui gravitavano pittori, attori, musicisti e creativi di varia natura. Da questa necessità nascono due spettacoli ibridi e staccati dalla prevedibilità delle produzioni musicali: La bambola di Kokoscka (un salotto del primo novecento animato da musicisti veri in cui vive il pittore Oscar Kokoscka, realmente esistito e realmente fidanzato per anni con una bambola dopo il diniego amoroso di Alma Mahler) e Transustanziazione (da un idea di Igor Scalisi che ha inserito noi musicisti, vivi e sonanti, dentro la tela – Performato con la compagnia teatrale Quartiatri alla Vicaria di Emma Dante). Nel 2009 il brano “Nuove bugie Nuove erezioni” (storia di un pinocchio fiero dei suoi anni persi e di un padre che sogna una vita da dottore per il suo piede di tavolino) viene scelto dal Premio Bianca D’Aponte e, nello stesso anno, Antonio mi invita a far parte dei Famelica (pianoforte e synth). Con loro sono stata al Premio De Andrè, Musicultura, Italia Wave Love Festival 2009 e al Concerto del 1° Maggio in P.za San Giovanni a Roma al cospetto di quasi un milione di persone. Fino al 2012 ho collaborato con DIMARTINO (Antonio Di Martino e Giusto Correnti) con cui ho registrato Cara maestra abbiamo perso (2010, anche se in quell’occasione io, un maestro, l’ho vinto: Cesare Basile – produttore artistico del disco), Sarebbe bello non lasciarsi mai (2012) e Non vengo più mamma (2013, in cui il mio brano “Come fanno le stelle” completa la track list autografata Di Martino). ra i concerti più belli di quegli anni, il palco di Ypsigrock Fest davanti al pubblico migliore di sempre (prima con Fabrizio Cammarata nel 2010 e poi con Dimartino nel 2011). Tanti concerti con Dimartino. Contemporaneamente, nel 2010, dalla collaborazione con Serena Ganci nasce il progetto IOTATOLA: due donne sole sul palco che suonano una mezza batteria a testa, roulette russa per chi ama il rischio. Mi serviva uno specchio e una vasca colma di pop. Con Serena ho imparato a usare l’autoironia sul palco, sul foglio, nei giorni normali. Con Iotatola ho potuto spogliarmi dei pregiudizi e delle paranoie indie che spesso impediscono la demenzialità, la sana ignoranza, il divertimento. Dal 2010, con Iotatola seguono: Musicultura 2010 (primo premio) e Musicultura Tour (con Paola Turci), Premio Tenco 2011 (ospiti), “Parla con me” di Serena Dandini su RAI3, “Per fortuna che c’è Radio Due” condotto da S. Cristicchi e N. Frassica, “Radio Due Social Club” condotto da L. Barbarossa (Radio2), Asiago Live (diretta su Radio Rai), Radio Popolare (diretta Live), Pop Komm (Berlino), Alimentation General (Parigi), Premio “L’artista che non c’era”, Rock in Roma (opening Gazzè). Tra i lavori più puri che ho creato con Sua Serenezza: un tributo elettro-pop a Giuni Russo e B-AMBITIOUS, irreality show creato grazie ad un laboratorio di teatro-musica ( Iotatola + Teatri Alchemici). Con Iotatola ho pubblicato DIVENTO VIOLA (2011) e POP CORNER (next 2014) per MaFi production. Tanti concerti con Iotatola. Tra le esperienze più gratificanti dell’ultimo anno, la scrittura di “Un gioco senza fine” con Samuel Romano (Subsonica). Il brano è contenuto in Pop Corner (Iotatola 2014). Nel corso del 2014 ho avuto l’onore immeritato di suonare nel disco di Cesare Basile (prossima uscita 2015) insieme a Manuel Agnelli, Enrico Gabrielli, Rodrigo D’Erasmo, Fabio Rondanini, Rita Lilith Oberti e di aprire la data Panormitana del sommo Paolo Benvegnù. Quando mi è concesso di stare accanto ai maestri, agli ultimi poeti, arrossisco ma resto a respirare l’amore per il nostro mestiere.Con ‘I Caminanti’ di Basile ho fatto un tour in Italia (marzo/aprile 2015) Il mio primo disco da solista è LA FINE DEL MONDO, pubblicato da La Fionda dischi e prodotto da Cesare Basile (Febbraio 2015)

simona norato

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Margherita Vicario

Il progetto vede messi in scena una serie di eventi social-sentimentali che vengono vissuti da questa scarmigliata protagonista alle prese con le proprie aspirazioni professionali e sempre un po’ distratta dalla bellezza delle stupidaggini, dall’ironica autocensura e dal fascino degli sconosciuti.Un repertorio di canzoni originali scritte da Margherita, alcune canzoni di Luca Carocci, perfettamente in sintonia col progetto, e può essere un paio di cover di canzoni belle, di quelle che piacciono a tutti. Insomma una serata a metà tra il teatro e la musica d’autore, ma quella ironica e piena di parole, di parole rapide e vive. Ideale per una sala da concerto con il pubblico seduto, ma anche adattabile a locali o piccole piazze. Nel dicembre 2014 Margherita dà vita ad un progetto originale e personalissimo, il suo primo album dal titolo Minimal Musical, da cui l’omonimo concerto. Il progetto realizzato per l’etichetta indipendente FioriRari consiste in un concept album di 10 brani dove la Vicario, attraverso l’uso della voce e la caratterizzazione degli arrangiamenti, ci accompagna nel suo mondo emotivo e musicale. E’ evidente la contaminazione con elementi teatrali e recitati perché Margherita mette in musica dei veri e propri dialoghi, ogni canzone riesce a racchiudere dentro di sé una piccola sceneggiatura. Questo spettacolo si chiama Minimal Musical perché a me piacciono le storie in musica, in questo caso la storia si sviluppa in diverse scene, diverse stanze che sono le 14 canzoni. Un Musical insomma, ma molto Minimal, necessariamente Minimal perché non c’è lo sfarzo o l’occhio di bue, non ci sono scalinate, piume e lucidalabbra. C’è solo una protagonista, una giovane donna e la sua voce che ci accompagna in diverse “stanze”. C’è la fine di una grande storia d’amore  e la ricerca di una nuova. C’è una nonna triste di essere quasi arrivata alla fine della vita, c’è un ambiente di lavoro frustrante e ostile ma un collega curioso e simpatico, ci sono le sbronze da noia, il continuo tentativo di accoppiarsi felicemente, c’è un’inutile esitazione sul concedere un bacio, c’è la zona onirica piena di desideri sommersi, un attaccabottoni, un intermezzo allegorico animalistico e la voglia di andarsene dall’Italia, non per cambiare paese, ma solo per farsi un giro all’estero, rifarsi gli occhi, le orecchie e un po’ di autostima.

BIO

Margherita Vicario nasce a Roma nel 1988. Si laurea nel 2009 all’ Accademia Europea d’Arte Drammatica e inizia a lavorare come attrice soprattutto per fiction e film per il cinema e la televisione. Al cinema con Fausto Brizzi, “Zoro” Diego Bianchi, Antonio Manzini, Woody Allen; in televisione con Lamberto Bava, Michele Soavi, Riccardo Donna e serie tv (I Cesaroni, Benvenuti a Tavola, I Borgia, Il Candidato). La passione parallela per la musica la porta a fare parte per tre anni del gruppo ‘Marcello e il Mio Amico Tommaso’ come corista e percussionista.  Nel 2011, in un concorso di cortometraggi, si cimenta nel genere Musical con ‘Se riesco parto’, un corto da lei scritto e diretto e vince i premi per Miglior Film, Miglior Attrice Protagonista e Migliori Musiche Originali. Così inizia la sua attività da solista e all’inizio del 2012 porta in scena, in un teatro di Roma, il suo primo spettacolo di canzoni interamente scritto da lei: ‘Lem Lem – Liberi Esperimenti Musicali’. Nel 2013 è finalista del Premio Musicultura  con un brano prodotto e arrangiato da Roberto Angelini e Daniele Rossi per l’etichetta Fiorirari. Nel maggio del 2014 esce il suo primo EP ‘Esercizi Preparatori’ prodotto sempre dalla Fiorirari, etichetta capitanata dal musicista e produttore Roberto Angelini.

 margherita vicario

31 maggio

Teresa De Sio

A distanza ravvicinata dall’uscita del suo più recente Cd, “TUTTO CAMBIA”, Teresa De Sio propone per l’estate del 2015 uno straordinario spettacolo in quintetto elettro/acustico che dallo scorso anno sta raccogliendo grandi successi di pubblico e di critica sia in Italia che all’estero (Italia, Francia, Germania, Malta, Irlanda, Estremo Oriente). Le canzoni hanno il fascino sottile della rilettura in chiave essenziale, acustica, come riportate al momento della composizione. Musica spogliata, dunque, ma attrezzata in maniera tale da donare spessore alla voce e alla vena compositiva della cantautrice in un viaggio tra i sentieri folk degli inizi e l’impegno autoriale. Poiché TUTTO CAMBIA, cambiano anche i linguaggi con cui la poesia e la canzone del sud ha raccontato in questi anni la sua storia e le sue passioni. ELETTRO/ACUSTICA è uno sguardo su come gli stili e i linguaggi si sono trasformati costantemente ma altrettanto costantemente al centro di ogni racconto è rimasto l’essere umano che vive di necessità primarie: il lavoro, l’amore, la rabbia e la spiritualità. Il concerto va dal tributo a Matteo Salvatore (I Proverbi) e Enzo Del Re “Io T’Adoro e Ti Ringrazio”, alla toccante rielaborazione di “Creuza De Ma” di Fabrizio De Andrè tradotta dalla De Sio in dialetto napoletano in “Na Strada Miezzo O Mare”, fino alle nuovissime composizioni presenti in “Tutto Cambia” (Non Dormo Mai Tutta La Notte, L’Amore Assoluto, al “manifesto”dedicato al “brigantaggio intellettuale”, Brigantessa). Con un trascinante finale tra “Pizzica” e “Aumm Aumm”.

31 maggio notte Folk - ----TERESA DE SIO

31 maggio notte Folk – —-TERESA DE SIO

Giorgia del Mese

A due anni dalla pubblicazione del suo primo disco ”Sto Bene” (Pains record 2011) che le è valso il prestigioso invito al Premio Tenco, presenta il suo secondo lavoro ”Di Cosa Parliamo” che vede la collaborazione importante e appassionata di artisti protagonisti della scena indipendente italiana come Paolo Benvegnù, Alessio Lega, Alberto Mariotti (King of the Opera), Fausto Mesolella. Prodotto, arrangiato, missato e in gran parte suonato da Andrea Franchi (poli strumentista, cantautore con due album all’attivo, e collaboratore di Paolo Benvegnù, Marco Parente) che ha curato il lavoro inventandosi un “vestito sonoro” che più si accostasse alla personalità di Giorgia Del Mese e allo stesso tempo la accompagnasse in luoghi inesplorati. E’ un pop-rock d’autore nervoso e rigoroso quello di Giorgia del Mese, un disco con una anatomia profondamente dark e con un abbigliamento pop come scelta comunicativa consapevole. Le dieci tracce del disco sono animate in modo differente da una quasi-ossessione di ricerca di una corrispondenza tra la dichiarazione di vita e la vita vissuta, una ricerca spasmodica e a tratti sofferente di una morale che rende le persone, persone per bene. Una critica inquisitoria e imperativa sarcastica e malinconica nei confronti di una etica complice, buonista, accomodante e borghese, senza sconti verso una autocritica severa. L’autrice assiste in questi dieci episodi intriganti al funerale della sinistra…e ride e piange e impreca e non ne fa un dramma… L‘inquietudine si fa irriverente e infastidita dai lamenti nei brani come “Stanchi” e “Di Cosa Parliamo”, diventa insofferenza costruttiva e prospettica in “La Mia Nuova Casa”, si siede a alza le braccia arresa in “Agosto” e “Imprescindibili”, fa un bagno di umiltà in “Vabbè (il mondo lo conosco ed è migliore di me)”. Promozione: A BUZZ SUPREME s.r.l. – tel: 055 6144551 – mob: 346 9695929 – email: andrea@abuzzsupreme.it L’uso della voce è al servizio della narrazione, rifugge da virtuosismi, austera, potente ma essenziale fino a toccare un cantato rap sperimentando i registri più bassi e azzardati della vocalità. I mondi musicali e gli arrangiamenti si siedono su una altalena che sperimenta il rock fino alla new wave, frammenti di elettronica e la tradizione indipendente degli anni ’90, il cantautorato essenziale, il tutto in una identità inconfondibile. “Di cosa parliamo”, in uscita per l’etichetta discografica Radici Music, label che si è già fatta notare per la cura con cui produce i propri prodotti, sarà stampato come digipack cartonato a tre ante, relizzato con carte pregiate italiane e accompagnato da un libretto di 16 pagine. Il tutto stampato e montato a mano con la cura propria degli artigiani italiani per un Made in Italy di qualità. Le copie fisiche del disco saranno disponibili nelle prossime settimane, mentre per il momento è disponibile un link per lo streaming/download. “Di cosa parliamo” ricerca la coerenza, l’intransigenza e la serietà, e vuole essere una novità importante nel panorama indipendente e d’autore italiano. Giorgia del Mese vince il premio della critica al premio Bianca d’Aponte nel 2007, nello stesso anno è tra i finalisti di Musicultura e vince il Premio Personalità Artistica al Premio Poggiobustone. Nel 2009 viene invitata al Tenco Ascolta e al Mei d’Autore, vince il premio Tra Musica e Parole (direttore artistico Enrico De Angelis) ed è tra i finalisti di SanremoLab, stringendo una collaborazione artistica durata 2 anni con Enzo Miceli (già produttore di Daniele Silvestri) Nel 2010 il suo brano “Spengo” viene inserito nella compilation :”La Leva Cantautorale degli Anni Zero” (MEI/ala bianca) insieme a artisti quotati quali Dente, Brunori Sas, Erica Mou e Samuel Katarro. Vince il premio migliore interpretazione al Premio Bindi ed è tra i finalisti del Biella Festival. Nel 2011 porta in tour il suo primo disco ”Sto Bene” esibendosi in teatri importanti italiani: Teatro Verdi (Firenze), Teatro Masini (Faenza), Teatro Trianon (Napoli), Teatro Everest (Firenze), Teatro Ariston (Sanremo) dove apre la serata conclusiva con Paolo Benvegnù, Luciano Ligabue e Mauro Pagani. Nel 2011 il suo brano ”Così Così” viene inserito nella compilation “La Nuova Onda Rock Rosa”(MEI).

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Gaia Mobilij

nasce a Pescara nel 1975. Si diploma in pianoforte classico nel 2001. Studia Etnomusicologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Successivamente si trasferisce a Parigi, città in cui approfondisce lo studio del canto (al Conservatoire internationale de Paris) e della fisarmonica. Appassionata di musica etnica, si dedica all’approfondimento di repertori e di strumenti provenienti da diverse aree del Mediterraneo tra cui la lira calabrese e la lira cretese. Attraverso frequenti tournées e viaggi in giro per il mondo esplora i repertori musicali di diverse tradizioni tra cui la musica gitana dell’Europa dell’est, quella tradizionale del Sud Italia e la musica colombiana e sudamericana. Nel suo ricchissimo curriculum artistico una lunga lista di corsi di perfezionamento e stages in tutto il mondo, in ambito musicale, ma anche in campo teatrale: per citarne solo uno, ha frequentato l’Accademie Europeenne du Theatre Corporel “Studio Magenia” a Parigi, formandosi in mimo contemporaneo. Come attrice cinematografica, ha partecipato nel 2001 al film di Riccardo Milani “La Guerra degli Antò”, nel ruolo di Zarina. Attualmente vive a Torino, città in cui ha fondato diverse formazioni tra cui: Taluna, Barletta Scalo, La Reina desnuda  La Paranza del Geco. Negli ultimi anni e’ stata spesso in tour tra USA e Messico con la sua band TALUNA e anche con il suo progetto personale GAIA MOBILIJ gypsy trio  esibendosi in vari festivals .Le sue canzoni e i suoi brani strumentali sono una sintesi di tutte le sue esperienze umane e musicali: nel suo nuovo spettacolo cantautorale Gaia Mobilji riesce infatti a mescolare suoni provenienti da tutto il mondo e, alternandosi tra fisarmonica e pianoforte, conquista il pubblico attraverso il felice connubio tra una formazione musicale profonda e la passionalità trascinante delle musiche popolari. Brani ricchi di poesia e d’amore, ma anche di storie appassionanti raccontate da Gaia per mezzo di una soave voce che penetra nell’animo e ti trasporta “nel paese dove tutto è possibile, ma nulla è reale…”(Eri Juan). Cambiamenti di ritmo e d’atmosfera avvengono facilmente all’interno dello stesso brano: cambiamenti che, accompagnati dalle ondulazioni delle sua voce, rispecchiano quell’amore per il movimento, per il viaggio che contraddistinguono Gaia, nella vita come nella musica. lei si definisce “cantautrice di freschezza e di allegria”. E in effetti è facile per chi assiste a un suo live lasciarsi trasportare in una dimensione “che si avvicina ad una visione folk della vita, dove tutto è più raggiungibile”.

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Cristina Nico

Cristina Nicoletta, in arte Cristina Nico, canta e scrive canzoni dall’età di 13 anni. Giovanissima prende parte a diverse formazioni dell’underground genovese, band di cui restano poche tracce negli archivi ma molte nel Dna musicale della Nico, che resterà sempre legata alle sonorità alternative-rock, anche quando intraprenderà un percorso musicale più riconducibile alla canzone d’autore. Dal 2004 al 2007 è autrice, cantante e chitarrista del duoCinnamomo, con Francesca Traverso alle tastiere; nel 2006 registrano l’EP omonimo “Cinnamomo”, in cui prevalgono i suoni malinconici, tra new wave e certo rock acustico fine Anni Novanta. EP solista è invece “Daimones”, del 2010, libro-ep autoprodotto che contiene sei tracce illustrate con disegni, pitture e collages della stessa Nico. Lavoro che inaugura una fase più sperimentale: soprattutto nei live, in cui la Nico è ora spesso accompagnata dal percussionista e batterista Enrico Bovone, la musica diventa minimale e oscura, venata da distorsioni e dissonanze, l’interpretazione si fa più teatrale, i testi indagano i lati oscuri dell’animo umano. La ricerca di una pacificazione con la forma-canzone, un duro lavoro di affinamento sulla stesura dei testi e sulla scrittura musicale, la porteranno nel 2013 a incidere il primo lavoro di lungo respiro, che vede la collaborazione nella produzione artistica del musicista e arrangiatore Tristan Martinelli. Il disco è stato registrato presso gli studi GreenFog a Genova ed è in uscita per l’etichetta OrangeHomeRecords del produttore Raffaele Abbate. Il titolo è“Mandibole”: l’inquietudine e l’attitudine rock non sono rinnegate, tutt’altro, ma trovano un equilibrio con il piacere della melodia, con un atteggiamento tanto più critico nei confronti della realtà quanto a tratti surreale e ironico, con una malinconia che ora sa prendere la forma di ballades come “Le Creature degli Abissi”, con cui si è aggiudicata nel 2014 il prestigioso Premio Bindi. Tra i vari riconoscimenti e premi ricevuti in passato, nel 2004 ha vinto la prima edizione del Premio Un Mare di Donne, a Camogli (Genova). E’ stata finalista nel 2007 al Premio Joplin (fortezza del Priamar, Savona) e nel 2010 al premio/mostra della canzone d’autore Cantautori Si Nasce (Genova). Nel 2011 ha vinto il Premio della Critica al Liguria Selection Music Show.

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1 Giugno

Andrea Mirò

Artista eclettica come pochissimi altri in Italia, polistrumentista, autrice, produttrice, cantante, direttore d’orchestra. Sette dischi all’attivo. Ha collaborato con Finardi, Mango, Vecchioni, Ron, Ruggeri. Negli ultimi anni ha più volte diretto l’orchestra al Festival di Sanremo ( Ruggeri, Zilli, Nardinocchi, Zibba, Perturbazione ). Ha partecipato al concerto – evento benefico “Amiche per l’Abruzzo” a SanSiro, al progetto multimediale “Anatomia Femminile”, e a teatro con “La Belle Equipe- viaggio nella canzone d’autore francese”. È stata Maddalena in “Jesus Christ Superstar” nell’allestimento del regista Massimo Piparo. Ha cantato le musiche originali del film “Le Acrobate” di Silvio Soldini. Voce narrante in scena nell’opera di musica contemporanea “Three Mile Island” del compositore internazionale Andrea Molino. Menzionata e più volte premiata dalla critica musicale, presidente di giuria alle selezioni di Sanremo Lab e giurato per l’Eurofestival. Dal palco del Festival Fondazione Gaber al Primo Maggio, dal Premio Sergio Endrigo al Premio Lunezia , dal Blue Note di Milano al Qube di Roma. Nel 2014 in tour con Alberto Patrucco nello spettacolo che porta il nome del disco in comune “Segni (e) Particolari” (tra musica e teatro attraverso le traduzioni di brani di Georges Brassens ) entrato nel sestetto dei candidati al Premio Tenco Migliori Interpreti 2014 ,  tour che si concluderà proprio a Parigi, alla fine di giugno 2015. Scelta da Carlo Conti per far parte della Giuria di qualità nell’edizione di Sanremo2015.In questi mesi, divisa tra diversi tipi di live, in studio a Ferrara per le registrazioni del disco nuovo d’inediti (prodotto con Manuele Fusaroli) che uscirà in autunno, e agli arrangiamenti delle musiche per il monologo teatrale- scritto poco prima di morire- dell’amico Giorgio Faletti, presentato in anteprima al Piccolo Teatro Grassi di Milano il 28 aprile 2015, con la regia di Fausto Brizzi.

…Quando può ha anche una vita familiare…

1 giugno notte Pop d'Autrice - ANDREA MIRO'

1 giugno notte Pop d’Autrice – ANDREA MIRO’

Maria Devigili

Cantautrice trentina con base a Bologna, nel 2011 esce il suo primo ep (La Semplicità) a cui segue nel 2012 il suo primo album autoprodotto (Motori e Introspezioni). A marzo 2015 esce il suo secondo lavoro “La Trasformazione” (Riff Records/Goodfellas).  Durante la sua intensa attività live ha aperto i concerti di Paola Turci, Marian Rei, Eugenio Finardi, Massimo Zamboni, Cristiano Godano, Zen Circus, Umberto Maria Giardini, Egle Sommacal etc. Dal vivo suona con Stefano Orzes, batterista attivo da un decennio nella scena indie italiana (Eveline, The Crazy crazy world of Mr Rubik)

profilo

Cecilia

La storia inizia nel 1994 quando, a 5 anni, Cecilia rimane affascinata da un’arpa vista in TV. Nel 1998 scrive una lettera a Babbo Natale senza alcuna intestazione ed un unico contenuto: “ARPA”. Lo strumento arriva e due anni dopo Cecilia viene ammessa al Conservatorio di Torino. Studentessa ribelle, ma talentuosa e curiosa, coltiva il gusto per la sperimentazione, cercando di slegare l’arpa dall’immagine classica ad essa associata. A quindici anni entra nell’orchestra diretta dal jazzista Furio di Castri e nel coro del Conservatorio. Così Cecilia scopre di saper cantare e inizia a farlo suonando la musica che ama. Il debutto live avviene nel 2005 durante la Festa dell’Unità di un paesino sconosciuto a Google Maps, ma sicuramente nella Val Varaita. Ottenuto il diploma al Conservatorio, Cecilia “fugge” a Los Angeles e si mantiene suonando busking. Tre mesi dopo torna a Torino da dove riparte scegliendo questa volta la vita da marinaio: si imbarca otto mesi per “allietare” le orecchie dei turisti in crociera. Lì capisce che “fare male quello che si ama è terribile”, ma quest’esperienza le permette di conoscere tanti posti (dall’India alla Cina, dal Mediterraneo alla Penisola Arabica) e arricchirsi di volti e storie. Senza lasciare mai l’arpa, nel 2011 torna a casa, inizia a lavorare in libreria e finalmente a prendersi il tempo per scrivere le sue prime canzoni. Grazie all’incontro con il produttore Neda (MeatBeat Studio) scopre l’elettronica e le si spalancano le porte di nuove possibilità espressive, sia strumentali che vocali. L’arpa inaspettatamente pop diventa il punto di partenza per raccontarsi e raccontare ciò che ha intorno. Intensa è la sua attività live che nel 2014 l’ha portata a tenere oltre 40 concerti in giro per l’Italia, tra cui gli opening dei live di Levante e Marta sui Tubi. Si è inoltre esibita in manifestazioni di livello nazionale come il concerto per i 20 anni di Emergency a Roma, l’inaugurazione della 29a edizione del Torino Gay and Lesbian Film Festival e il Microcosmi Festival di Comerio (Va) diretto da Vittorio Cosma. Il 2015, per Cecilia, si apre con due progetti internazionali. Firma il tema musicale di 6Bianca, il primo serial teatrale italiano, prodotto dal Teatro Stabile di Torino e Scuola Holden, scritto da Stephen Amidon (suo il romanzo Il Capitale umano da cui Paolo Virzì ha tratto l’omonimo film, in corsa per la candidatura all’Oscar 2015) per la regia di Serena Sinigaglia, e si esibisce in Danimarca con il proprio repertorio di inediti insieme alla compagnia Cantabile2, nello spettacolo Ord mellem rum(The space between two words). In primavera, insieme all’attività live in Italia, uscirà per Qui Base Luna il suo primo disco di inediti: 11 canzoni, scritte in italiano e inglese, che hanno come protagonista una sintesi poetica di voce, arpa e, per la prima volta, elettronica.

cecilia

 Andrea Celeste

Ipnotica, potente, sofisticata”, così la critica definisce la voce di questa giovane cantautrice. Classe 1986, Andrea Celeste, cantante e compositrice di origini toscane e genovese di adozione, intraprende all’età di undici anni lo studio del canto classico e del pianoforte sotto la guida del Maestro Vittorio Scali. Durante lo stesso periodo inizia lo studio della musica Afro Americana, specialmente dei generi Gospel e Jazz, e la frequentazione di svariati studi di registrazione nel nord italia nei quali ha possibilità di confrontarsi con diversi generi musicali e coltivare la sua versatilità. Andrea Celeste ha conquistato il cuore di pubblico e critica con i suoi album “My Reflection” (Zerodieci/Shake Records 2008), “Enter Eyes” (Zerodieci/Incipit 2009) e “Something Amazing” (Zerodieci 2012) nei quali racchiude raffinati brani inediti da lei stessa coposti ed originalissime interpretazioni e arrangiamenti di celebri successi internazionali, mescolando musica popolare, soul e jazz. Proprio il singolo “Born To Be Alive” (cover del celebre brano dance di Patrick Hernandez di fine anni ’70), tratto dall’album Something Amazing”, viene presentato in anteprima da Radio Capital e trasmesso in seguito da Radio Rai Uno, RTL 102.5, Rai Isoradio, mentre il videoclip del brano, girato da Lorenzo Vignolo, riceve un discreto successo online.  Premio Via Del Campo 2012 “per la sua incredibile capacità di emozionare attraverso una voce che, nonostante la sua giovane età, si sintonizza sulle frequenze dell’anima”, Andrea Celeste ha ricevuto di recente una candidatura alla Targa Tenco come “miglior interprete di canzoni non proprie” per l’album tributo ai cantautori genovesi “Se Stasera Sono Qui” (2013), il quale vede la collaborazione di Zibba (Sanremo 2014) e Vittorio De Scalzi (New Trolls). Ha da poco raggiunto la terza posizione al concorso internazionale “Troubadour Modern Minstrels” di Berlino, Germania (unica rappresentante italiana in gara) ed è stata ospite del prestigioso Premio Bindi 2014 durante il quale si è esibita in due brani inediti accompagnandosi al pianoforte. Grazie alle sue straordinarie doti di performer, la sua attività concertistica è stata intensa fin dagli esordi e l’ha vista calcare i palchi di numerosi prestigiosi festival e club d’Europa come il Milano Gospel Festival, il Monte Carlo Jazz Festival (Monaco), il Dima Jazz Festival (Constantine, Algeria), Ischia Jazz, il Blue Note Milano, il Dizzy’s Club Coca Cola (New York, USA), il Wabe (Berlino) l’inaugurazione del Versace Home Kiev (Ucraina), Milano Gospel Festival, Festival del Cinema di Roma, Lovere Jazz, Valbadia Jazz Festival condividendo il palco con noti artisti come Dado Moroni, Vittorio De Scalzi, Mario Biondi, Joe Locke, Cheryl Porter, Andrea Pozza, Mauro Grossi, Ares Tavolazzi, Riccardo Fioravanti, Paolo Zampini, Roberto Gatto, Rosario Bonaccorso. Andrea Celeste riceve inoltre numerosi riconoscimenti per il suo talento, tra i quali l’invito al Festval TNT come “rappresentante dell’eccellenza giovanile in musica” da parte dell’Onorevole Giorgia Meloni (Ministero della Gioventù) e la premiazione da parte del Capo Maggiore di Stato dell’Esercito Claudio Graziano per aver partecipato al concerto per Celebrazione del 152esimo anniversario dellEsercito Italiano. Lo scorso Ottobre Andrea Celeste si è recata presso gli studi “La Fabrique” in Provenza (Francia) per registrare la traccia “Tutte le cose che non ti ho detto” con il celebre fonico e produttore dei Capitol Studios di Los Angeles Al Schmitt. Il brano farà parte di una disco internazionale in cui compariranno brani sia in Italiano che in Inglese scritti dalla stessa Andrea Celeste e dal bassista genovese Massimo Trigona.

Sito Web: www.andreaceleste.com

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Ilaria Porceddu

Nasce a Cagliari il 16 ottobre 1987. Dall’età di sei anni frequenta la scuola di musica Peter’s day di Assemini (CA), studiando pianoforte, canto, teoria e solfeggio, musica d’insieme e informatica musicale. All’età di undici anni inizia a suonare il pianoforte e cantare nel gruppo “Omaggio a Fabrizio De Andrè”, una band di giovanissimi musicisti che per circa quattro anni si è esibita in tournèr in tutta la Sardegna e in Italia. Nel 2003 vince il Festival della Sardegna e nel 2004, all’età di sedici anni, vince il Festival di Castrocaro Terme. Dopo il diploma scientifico Ilaria si trasferisce a Roma per iniziare la sua collaborazione artistica con Peppe Vessicchio e Marco Rinalduzzi, con cui realizza il suo primo album, e contemporaneamente iscriversi alla facoltà di “Arti e Scienze dello Spettacolo” alla Sapienza di Roma. Nel 2008 è special guest del tour “L’uomo delle stelle” di Ron e nello stesso anno prende parte alla prima edizione di X Factor arrivando in semifinale con la conseguente pubblicazione del suo primo album Suono naturale (Sony Music). Nell’estate del 2009 apre i concerti della tournèe di Gino Paoli “Storie”. Nell’autunno dello stesso anno viene chiamata da Luca Tommassini a far parte del cast del Pianeta Proibito in qualità di attrice e cantante. In questa tournèe incontra Attilio Fontana, protagonista del musical e compositore, con il quale inizia a collaborare componendo le canzoni del suo nuovo progetto. Nel 2011 compone le musiche per lo spettacolo teatrale di prosa Lisa di Lorenzo Gioielli con la regia di Siddhartha Prestinari e nello stesso anno lo scultore Federico Paris utilizza alcune sue composizioni pianistiche per l’installazione “Tauromachia-da Goya a Picasso, face to face with the bull” esposta a Praga dal 9 dicembre 2011 al 29 aprile 2012. Sempre nel dicembre del 2011 consegue la laurea in “Arti e Scienze dello Spettacolo” con tesi in Etnomusicologia sulla storia e la tradizione del Canto Sardo a Chitarra in Sardegna. Nel giugno di quest’anno registra il suo nuovo album Personale che la vede coinvolta oltre che come interprete anche come autrice dei suoi brani. In questo progetto Ilaria, oltre al racconto, va alla ricerca delle sue radici utilizzando come ponte la lingua della sua terra, il sardo, che contamina in maniera moderna e atavica la narrazione “… come ricordo del luogo da cui veniamo e di cui non possiamo perdere le tracce della nostra identità più profonda”. Il disco è stato registrato nella Galleria d’arte MuGa (Roma) in collaborazione con l’artista visuale Valentina De Mathà. Questa esperienza, che ha visto Ilaria al pianoforte e alla voce, e Clemente Ferrari alla fisarmonica si tradurrà in un disco, un catalogo d’arte e un docufilm. A febbraio del 2013 la vedremo sul palco dell’Ariston con il brano “In Equilibrio”, fra gli otto partecipanti di Sanremo Giovani. “In equilibrio, racconta il viaggio nel circo della vita sul quale filo siamo tutti indistintamente sospesi in attesa di quel soffio di vento che ci può far volare anche solo per un attimo e continuare a sperare in un nuovo viaggio…”. In concomitanza con il Festival esce anche il suo secondo album “In Equilibrio”.

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